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Vardø: Dopo la tempesta by Kiran Millwood Hargrave

3.0

Ci troviamo a Vardø in Norvegia nordorientale all'inizio del 600. Durante una bufera improvvisa muore la maggior parte degli uomini che erano in viaggio in mare. Sul posto, quindi, rimangono solo le donne - ad eccezione del parroco - che cercano di elaborare il lutto, sopravvivere e gestire le attività che di solito erano gli uomini ad occuparsi.

Dopo quasi un anno dalla tragedia arriva un sovrintendente devoto uomo di chiesa allo scopo di "riportare l'ordine" in quanto siamo negli anni delle superstizioni e della caccia alle streghe. Non era ammissibile che le donne potessero essere indipendenti e amministrare un paese; loro dovevano occuparsi della casa, dei figli ed esaudire i desideri del rispettivo marito e in caso di sospetto per stregoneria, il rogo era l'unica fine.

✅ Cosa mi è piaciuto?
- il fatto di basarsi su fatti realmente accaduti;
- il legame tra Maren e Ursa (quest'ultima moglie del sovrintendente). Sincero e al tempo proibito. Hanno un carattere dalle sfaccettature molto diverse, quasi opposte, eppure in qualche modo si completano e all'ombra di tutto scoprono cos'è il vero amore;
- la sorellanza e non tra le donne. Spesso si tende a romanticizzare l'unione tra loro a prescindere dall'occasione, quando invece, purtroppo, non vigila sempre la collaborazione; anzi, spesso c'è più astio tra loro che tra altri;
- il clima generale di tensione, difficoltà e superstizione del tempo in contrasto tra loro;
- la condizione sociale e il ruolo della donna;
- il senso di ribellione di alcune protagoniste;
- il modo in cui cercano di elaborare i vari lutti subiti e come provano ad andare avanti.

❌ Cosa non mi ha convinta del tutto?
- il ritmo lento che prende slancio solo verso la fine;
- il poco approfondimento di alcune dimaniche;

✔️ Il finale aperto infonde qualche speranza, ma si rimane con la sensazione di essersi fermati sul più bello.