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Revolutionary Road by A. Lombardi Bom

5.0

Frank e April Wheeler sono una giovane coppia che vivono in Connecticut. Sono sposati, hanno due figli e abitano in una casa modesta. April cerca di spiccare a teatro con qualche ruolo da protagonista, mentre Frank è un dipendente della Knox Business Machines al reparto incremento vendite. Sembra che tutto proceda per il meglio, ma più volte hanno esternato il desiderio di trasferirsi in Europa – più precisamente a Parigi – per vivere un’esistenza più creativa ed emozionante. Infatti, loro non sono felici, ma cercano di nasconderlo il più possibile.


Frank e April sono di facciata una coppia serena, ma andando a scavare si scopre un legame disfunzionale, ossessivo, disturbante e non compatibile.

Sono entrambi vittime della pressione sociale volta a mettere in piedi un’immagine stereotipata esteriore che non rispecchia la loro volontà. Entrambi vogliono dare una svolta significativa alla loro vita e per un momento l’idea del viaggio li fa vivere serenamente e in armonia. Ma quando alla base di una coppia manca la stabilità, ogni più piccola discrepanza fa crollare tutto il castello costruito.

Loro non comunicano in modo sano e costruttivo, si limitano a urlarsi in faccia ogni cattiveria per denigrare e attaccare l’altra persona. Si sono sempre mentiti a vicenda e hanno condotto questa subdola messa in scena per il “mero senso del dovere”. Si tradiscono, si scontrano, si raggirano e si riuniscono in un loop malsano e tossico.


I Wheeler non sono gli unici ad essere rinchiusi in questa trappola. Il romanzo presenta due coppie di amici, Shepard e Milly Campbell ed Helen e Howard Givings che a loro modo sono sulla stessa cresta dell’onda. Rincorrono vite che non li rappresentano ed è ben evidente la frustrazione e la delusione che si portano sulle spalle.



Richard Yates prende spunto anche dalla sua vita personale per mettere in luce una realtà non tanto distante dalla nostra, in cui gli stereotipi e l’aspettativa sociale intrappola e mette in dubbio vite che non si sentono conformi agli standard sociali. Sono personaggi che rimangono in balia delle forze esterne, che vorrebbero evadere, ma per qualche ragione non ci riescono.

Alcol, fumo e litigi sono parti integranti dei Wheeler, dei Campbell e dei Givings facendo da collante in relazioni nevrotiche, fragili e false.

Frank e April vivranno l’ennesima crisi nel momento in cui scoprono che i loro sogni – forse - li devono mettere ancora una volta in pausa.


Lo stile di scrittura semplice coinvolge chi legge fin da subito. Anche se il ritmo è lento all’inizio, i colpi di scena non mancano. Questa lentezza, però, è utile allo stesso sviluppo della trama, che incrementa in chi legge riflessioni su questa società che ci vuole uguali nei sogni e nella realizzazione e nel momento in cui qualche persona vuole evadere si trova davanti a dubbi di un certo peso, in quanto uscire dalla linea guida imposta non è mai facile.

Il punto di vista che prevale è quello di Frank, ma April ha lo spazio in punti strategici per rivelare a chi legge la sua versione dei fatti permettendo di chiudere il cerchio una volta per tutte.


Revolutionary Road è uno scorcio su una realtà fatta di persone reali che si giostrano tra desideri e doveri, obiettivi da raggiungere e obiettivi ancora lontani, tra sorrisi e problemi, tra calma e picchi di rabbia incontrollata.

È un libro dove sogni repressi e aspettative esterne portano i personaggi al limite sotto molti punti di vista, disegnando un quadro psicologico ben congegnato, tra voglia di evadere a sentirsi costretti di recitare una parte.

Sono persone che il più delle volte si lasciano trasportare dalle convinzioni esterne e dall’approvazione degli altri anche se non rispecchiano il loro volere.

Le dinamiche finali regalano una conclusione scioccante che scaturisce l’ennesima ondata di pensieri.


Per tematiche trattate ricorda molto Le correzioni di Jonathan Franzen, dove anche qui racconta le vicende una famiglia intrappolate nel circolo vizioso di stereotipi, ambizioni e dubbi.